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La Morte ovvero il pranzo della domenica

di Mariano Dammacco

con Serena Balivo

musiche originali Marcello Gori

consulenza spazio e luci Vincent Longuemare

oggetti di scena Andrea Bulgarelli / Falegnameria Scheggia

ideazione, drammaturgia e regia Mariano Dammacco

produzione Compagnia Diaghilev – Dammacco/Balivo

con il sostegno di Spazio Franco – Palermo e Casa della Cultura Italo Calvino – Calderara di Reno

Uno spettacolo lieve e toccante intorno al più grande tabù della nostra cultura: una donna non più giovane ogni settimana pranza con i suoi genitori ultranovantenni, ben consapevoli che presto dovranno affrontare la morte, il nulla forse o magari un’altra vita.

“La morte ovvero il pranzo della domenica” rappresenta un rito nella sua forma ultima, con una coppia di anziani e la loro figlia in attesa di salutarsi per sempre: un congedo appassionato, per una riflessione sul senso della vita e sulla forza degli affetti.

Sig.ra Rossetta

uno spettacolo di Anna Fascendini e Donatella Pau

in scena Donatella Pau

musiche originali Tommasella Calvisi

disegno luci Loïc François Hamelin

costruzione scene e marionette Antonio Murru e Donatella Pau

regia Anna Fascendini

produzione Is Mascareddas

Una donna sola aspetta. Nel tempo sospeso dell’attesa Sig.ra Rossetta, giocando con quello che indossa e con i pochi oggetti che la circondano prova a raccontare la sua storia fatta di casine, di dolci profumati, di sentieri nel bosco e di un lupo, che arriva sempre a scompigliare l’ordine delle cose. Servirebbe un nastro rosso per riannodare la memoria.

Chi è Sig.ra Rossetta? La nonna di Cappuccetto Rosso o la bambina chiamata Cappuccetto Rosso? È la mamma o il lupo? Sig.ra Rossetta non ricorda. I buchi di memoria che la perseguitano fanno nascere nuove storie che tenendola legata al presente nel gioco, raccontano della sua vita.

Fado, Meu Amor

Omaggio ad Amália Rodrigues

con

Franca Masu – voce

Mário Pacheco – chitarra portoghese 

Carlos Manuel Proença – viola

Nel ricordo della grande Amália Rodrigues, a 25 anni dalla sua scomparsa, Franca Masu porta in scena un nuovo spettacolo tutto dedicato al Fado portoghese: “Fado, meu amor”.

L’artista di Alghero, definita dalla critica la Dulce Pontes sarda, abbraccia il Fado fin dal 2004 quando viene scelta per impersonare Maria di Noronha, la prima fadista della canzone lusitana, nel musical “Maria di Lisbona: Passione e Fado”.

“Fado, meu amor” è un recital di musica intensa, con parole e gesti che raccontano come in un viaggio sentitamente vissuto le diverse anime del Fado e il suo languore profondo, un sentimento quasi intraducibile. Una saudade che si rivela, sulle note di uno straordinario ensemble, attraverso il cuore della cantante algherese dalla voce ammaliante e ricca di pathos, da autentica lusitana.

The Last Lamentation

performers / musicisti Mugen Yahiro, Naomitsu Yahiro, Tokinari Yahiro

da “Le Metamorfosi” di Ovidio

voce recitante Nina Pons

regia e adattamento Andrea Baracco

in collaborazione con Munedaiko

produzione Cardellino srl

“Le Metamorfosi” è un’opera classica di sorprendente contemporaneità, che offre una grandiosa rappresentazione del carattere instabile, precario e illusorio della realtà, dove una definizione univoca della natura e della vita risulta non solo antistorica ma impossibile e l’umano trova la sua essenza più profonda nell’ambiguo, nell’ibrido, in definitiva nella complessità.

Ovidio compone un canto senza interruzione delle favole antiche, dove le storie nascono l’una dall’altra, si intrecciano e riaffiorano: tra le più significative, l’“Origine” del mondo, la passione di Apollo per Dafne, che sfocia nella violenza e l’impresa di Fetonte, un disastro aereo causato dal folle ardire di un giovane.

Lettura Clandestina

da “La solitudine del satiro” di Ennio Flaiano

con Fabrizio Bentivoglio – voce recitante

e con Ferruccio Spinetti – contrabbasso

coordinamento artistico e distribuzione a cura di Elena Marazzita

produzione AidaStudio Produzioni in collaborazione con Bubba Music

distribuzione AidaStudio Produzioni

Viaggio alla ricerca dell’Italia d’oggi con le parole di un grande protagonista dell’Italia che fu: perché «ci sono molti modi di arrivare, e il migliore è di non partire».

Straordinario inventore di aforismi, Ennio Flaiano è stato protagonista di primissimo piano della vita intellettuale del Belpaese, specialmente nel periodo fecondo dal secondo dopoguerra agli anni sessanta.

I suoi motti, che ancora oggi punteggiano i social network come gli articoli di giornale, hanno decostruito meticolosamente la società italiana, per raffigurarne con intento satirico i (molti) vizi e le (poche) virtù.

Swan

di Gaetano Palermo

con Rita Di Leo

sound design Luca Gallio

assistenza artistica Michele Petrosino

ideazione, coreografia e regia Gaetano Palermo

produzione La Biennale di Venezia

con il supporto di Casa della cultura Italo Calvino; H(ABITA)T – Rete di Spazi per la Danza; Associazione QB /  Quanto Basta

creazione vincitrice di Biennale College Teatro – Performance Site Specific

e Danza Urbana XL 2024 / Vetrina della Giovane Danza d’Autore Extra 2024

Una ragazza sui pattini si allena riprendendo live la propria performance. Qualcosa però accade, dei suoni di spari invadono la scena, il corpo cade, si ferisce. La strada diviene così il teatro di una prova di resistenza fisica ed esistenziale, del dramma della vita in tutta la tragica banalità di una coazione a ripetere.

“Swan” si ispira a “La morte del cigno”, celebre assolo creato da Michel Fokine per Anna Pavlova e oltrepassa le tradizionali definizioni di danza e di teatro, utilizzando la pratica sportiva in chiave simbolica per rappresentare un’umanità perennemente in fuga da sé stessa.

In-Corpo-Reo.4

Quarto studio per corpo colpevole

di e con Rossella Dassu

suono Marianna Murgia

“In corpo reo” è un’indagine sul corpo.

Corpo inteso come confine, luogo sacro dell’esperienza, residenza psichica ed emotiva della soggettività, veicolo di relazioni, termine di paragone dei codici che dettano le leggi di valore. Quel corpo gettato nel mondo dal mistero e attrezzato di un pensiero e di un linguaggio che non sono sufficienti per esprimere il paradosso dell’esistenza umana. Quel corpo sempre imperfetto, eccessivo e inadeguato, “colpevole” di non essere all’altezza delle aspettative create dall’impero dello sguardo.

La performance esplora la corporeità, alla ricerca di una via di fuga, di un infinito capace di contenere il proprio grido d’esistenza, nel tentativo di accettare la propria corruzione e la propria fine.

Perché essere in-carne-nate è un’esperienza che col passare del tempo si fa sempre più difficile.

Una guerra

di Michele Santeramo

con Anna Foglietta – voce recitante

e con Francesco Mariozzi – violoncello

testo a cura di Michele Santeramo

musiche originali Francesco Mariozzi

coordinamento artistico Elena Marazzita

produzione Fondazione Teatro della Toscana – FestiValdera

distribuzione a cura di AidaStudio Produzioni

Un magnifico dipinto policromatico, denso di tensioni e brividi provenienti dalle cavità remote del mare e dalle macerie sulla terra: “Una guerra” racconta una storia di malessere, di presa di coscienza di quella propria personale “peste”.

È la vicenda di una donna che per salvare i suoi due figli dalla guerra del suo Paese decide di fare il viaggio che in molti fanno. Arriva al mare, il Mediterraneo, e la aspetta l’ultimo pezzo di quel viaggio, insieme ai suoi due figli. Ma nel mare dovrà prendere una decisione che le segnerà la vita.

Anche per lei, una storia del Decamerone sarà la guarigione.

In concerto con Enzo

Paolo Jannacci & Band

Una serata tra musica jazz e canzoni d’autore

con

Paolo Jannacci – pianoforte e voce

Stefano Bagnoli – batteria e percussioni

Riccardo Fioravanti – basso

Daniele Moretto – tromba / flicorno e cori

«Tantissimi amici hanno chiesto di potermi ascoltare in concerto, facendo vivere ancora le canzoni del papà, sapendo che io fossi la persona più indicata per farlo» – racconta Paolo Jannacci –.«Ho deciso di offrire al pubblico uno spettacolo di canto e musica, che comprende il mio repertorio di brani jazz originali e le canzoni di Enzo più care al pubblico e alla mia famiglia».

«Sarà uno spettacolo pieno di energia poetica e musicale» – promette l’artista – «ricorderò mio padre a chi lo conosce, cercando di farlo conoscere a chi non ha mai sentito parlare di lui. Non ci saranno tanti fronzoli; solo il reale della musica, che spero arrivi dritta al cuore di chi l’ascolta».

Medea Fragments

da Euripide, Seneca, Franz Grillparzer, Heiner Müller

con Benedetta Laurà

 Elisa Bruschi e Anna Germani

regia, scene e costumi Mattia Sebastian Giorgetti

produzione Centro Teatro Attivo – Milano e SCOT / Suzuki Company of Toga

in coproduzione con START

Sulla riva di un lago l’Angelo della Storia, testimone degli orrori della guerra, trova tra i rifiuti il cadavere di un soldato, Jason, che narra le sue imprese di colonizzatore, la sua morte e il viaggio attraverso la memoria del mito.

Seduta al centro del suo regno di assenti, Medea ricorda e vomita… riversa in una eiaculazione di parole il dolore dell’abbandono, dello sradicamento, il dolore del tradimento di colui che non si è curato della lacerazione con cui marchiava a fuoco chi lo amava… Allora Medea abiura all’essere madre per riconquistarsi, partorisce una vendetta oscena per cancellare i segni di una perdita insostenibile. Si libera. E dimentica.