IRENE GRANDI ACOUSTIC

Irene Grandi Acoustic

con Irene Grandi (voce)

& Band

Una regina della musica italiana per un viaggio tra pop e soul, tra l’energia dirompente del rock e una cifra più intimistica e cantautorale, sulla falsariga del nuovo album “Un vento senza nome”: Irene Grandi ritorna sotto le stelle dell’Isola con un intrigante progetto sonoro che ripercorre vent’anni di successi, accostando melodie indimenticabili e “storiche” hits ai pezzi più recenti, da cui affiorano una profondità inedita, e una grande sensibilità e maturità d’artista.

«L’Irene di oggi è un’evoluzione dell’Irene di sempre» – ha spiegato la cantante toscana in una recente intervista (all’ANSA) in occasione del concerto nella sua Firenze- «nel tour c’è spazio per le canzoni più conosciute, per quello più rock e per un po’ di blues. Ma anche per questa voce un po’ più interiore, nata da un percorso personale che ho fatto negli ultimi anni, un percorso fatto anche di silenzio, durante il quale mi sono guardata dentro, trovando nuovi messaggi e nuove verità che racconto nelle miei ultime canzoni».

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In Sardegna l’eclettica signora del pop rock, dalla voce graffiante e sensuale, potente e dolcissima si presenta con un interessante e affiatato ensemble capace di inseguirla sui sentieri della sperimentazione come nei territori della black music, di esaltare le note più delicate e sottolineare i passaggi più energici e dirompenti, in una felice alchimia tra strumenti e voce, ritmo e melodia.

Un’ardita miscellanea di antichi e nuovi successi – e l’artista che vanta collaborazioni importanti, da Patti Smith a Youssou N’Dour, da Luciano Pavarotti a Vasco Rossi e Pino Daniele ha saputo conquistare pubblico e critica, dai felici esordi con “Bum Bum” e “Che vita è”, alle ormai “classiche” e non meno fortunate “La tua ragazza sempre” e “In vacanza da una vita”, continuando a dominare le classifiche italiane e non solo con le hits “Bruci la città” e “Prima di partire per un lungo viaggio”, “La Cometa di Halley” (di Francesco Bianconi dei Baustelle) e “Alle porte del Sogno”. Il concerto Irene Grandi Acoustic è quasi un autoritratto in musica, un’autobiografia fatta di note, fra la grinta di sempre e le sfumature più sottili e malinconiche del nuovo album, in una trama fitta di emozioni e poesia.

  • Alghero/ Lo Quarter: sabato 1 agosto 2015 – ore 21.30
    biglietto unico: 20 euro

 

 

Irene Grandi – biografia

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Irene Grandi nasce a Firenze il 6 dicembre 1969.

Dopo avere suonato in diversi gruppi, inizia a lavorare come solista assieme a Telonio. Con il suo primo autore incide “Un motivo maledetto”, che attira l’attenzione di Dado Parisini, al tempo produttore di Raf, e della CGD, che le offre un contratto discografico.

Nel 1994 è al Festival, nella categoria Giovani, con “Fuori”. Irene inizia a collaborare con autori importanti: Eros Ramazzotti e Jovanotti scrivono canzoni per il suo album d’esordio “Irene Grandi”.

Nel 1995 arriva “In vacanza da una vita”: Irene conferma il suo successo con “Bum Bum” e la titletrack, che diventano tra i brani più trasmessi dalle radio di quel periodo. Nello stesso anno appare in “Non calpestare i fiori nel deserto” di Pino Daniele, duettando in “Se mi vuoi”: la collaborazione funziona così bene che diventa anche un tour a due.

Nel 1996 debutta come attrice assieme a Diego Abatantuono ne “Il barbiere di Rio” di Giovanni Veronesi, per cui canta anche “Fai come me”, brano portante della colonna sonora. Non sarà l’unica sperimentazione extra musicale di Irene: nel 2004, si rimetterà in gioco di fronte alle telecamere, per condurre il Festivalbar.

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1996-1999 Nel 1997 Irene torna alla musica con il terzo album “Per fortuna purtroppo”: è un deciso passo in avanti dal punto di vista artistico, con sperimentazioni musicali che si uniscono a melodie come quella di “Che vita è”, singolo in testa all’airplay radiofonico per oltre un mese.

Nel 1999 esce “Verde Rosso e Blu”, quarto album seguito dal ritorno a Sanremo nel 2000, ovviamente tra i Big. A scrivere per Irene il brano per il Festival ci sono nientemeno che Vasco Rossi e Gaetano Curreri: “La tua ragazza sempre” si classifica seconda; la canzone, inclusa nella ripubblicazione di “Verde Rosso e Blu”, permette al disco di tornare ai vertici delle classifiche di vendita. Irene si dà al rock ma continua a dimostrare la sua poliedricità con esibizioni di prestigio, come quella al Pavarotti & Friends e quella al Montreux Jazz Festival.

Nel 2001 esce il greatest hits “Irek”, che fa il punto sulla prima parte della carriera di Irene, guardando avanti con i due inediti “Per fare l’amore” e “Sconvolto così”. Lo stesso anno incanta centomila persone all’Heineken Jammin’ Festival di Imola, aprendo per l’amico Vasco.

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Continua, nel 2003, la collaborazione con Vasco e Gaetano Curreri: i due firmano “Prima di partire per un lungo viaggio”, e la produzione di altre due canzoni del quinto disco “Prima di partire”, “Buon compleanno” e “Voglio una ninna nanna”. L’album viene portato in tour durante l’estate, debuttando il 5 luglio allo stadio San Siro di Milano, di nuovo ospite speciale di Vasco.

Il 2006 è l’anno della pausa, dedicato a viaggi nel mondo per conto di associazioni umanitarie, a cui Irene dà una mano concreta. Durante un viaggio in Africa conosce Yossoun N’Dour: assieme anche a Patti Smith e Francesco Renga incide la sua “Birima”.

Dopo la bella esperienza come conduttrice del Festivalbar nel 2004, Irene conferma nel 2005 la sua vena rock maturata in anni di concerti: esce il sesto album “Indelebile”. “Lasciala andare”, il singolo, viene presentato dal vivo al concerto del Primo Maggio.

2008 Dopo una tournée che la vede protagonista, per la prima volta, nei principali teatri italiani, e dopo l’uscita della biografia “Diario di una cattiva ragazza” – scritta assieme a Massimo Cotto per Mondadori – Il 28 novembre 2008 esce “Canzoni per Natale”. Irene porta in Italia la tradizione internazionale dei dischi natalizi: nell’album alterna la rilettura di classici a tema ad altri brani “stagionali” meno conosciuti e più ironici, cantando in italiano e in inglese.

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Il ritorno alla musica arriva con la rilettura di “Uno in più” di Battisti per il disco tributo “Innocenti evasioni”. La riscoperta della canzone italiana continua nel doppio album “irenegrandi.hits” del 2007; è molto più di una raccolta: ci sono riletture di brani portati al successo da Mina (“Sono come tu mi vuoi”) e di Bruno Martino (“Estate”), versioni acustiche di suoi brani storici, una collaborazione con il pianista jazz Stefano Bollani. Ma soprattutto appare nel disco un autore proveniente dalla scena del nuovo rock italiano: Francesco Bianconi dei Baustelle, che scrive per lei “Bruci la città”. La canzone viene scartata alle selezioni per il Festival di Sanremo, ma diventa il brano dell’estate e vince il Premio Radio 2007 dell’ultima edizione del Festivalbar, aggiungendo un altro trofeo ad una carriera di successi.

Il 21 giugno 2009 Irene partecipa al concerto benefico a San Siro “Amiche per l’Abruzzo”, duettando sulle sue canzoni, sulle canzoni delle colleghe e su classici internazionali (“Blowing in the wind” di Bob Dylan) e Italiani (“Il mio canto libero” di Battisti-Mogol). Qualche mese dopo duetta con Claudio Baglioni in “Una faccia pulita”, rielaborazione dello storico brano di “Questo piccolo grande amore”, incluso nella nuova versione “Q.P.G.A.”

Nel 2010 Irene torna a Sanremo dopo 10 anni. Porta una canzone, “La cometa di Halley”, scritta da Francesco Bianconi, riproponendo così quella fortunata collaborazione già intrapresa con “Bruci la città” . Il brano anticipa il nuovo album, “Alle porte del sogno”, il primo di inediti in quasi 5 anni. Irene è ora coproduttrice artistica assieme a Pio Stefanini, e coautrice di quasi tutti i brani. Il disco si chiude con un’altra collaborazione, questa volta con un autore “storico” di Irene, Gaetano Curreri, che scrive “Stai ferma”.

Nel 2011 Irene scrive un pezzo per Tiziano Ferro, “Paura non ho”.

Nel 2012 esce “Irene Grandi & Stefano Bollani”, disco nato dalla collaborazione e dall’amicizia ventennale col celebre pianista: un progetto di solo piano e voce in cui i due artisti, in una raffinata fusione fra il jazz di Stefano e la voce calda e rock di Irene, interpretano celebri brani facenti parte di mondi diversi, dal Brasile all’Europa, passando da standard ad autori contemporanei. Ne segue un lungo tour teatrale nella maggiori città italiane.

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Nel 2015 Irene è stata selezionata per partecipare in gara al 65° Festival della Canzone Italiana di Sanremo con il brano “Un vento senza nome”, di cui è anche autrice.

Il 12 febbraio esce su etichetta Sony “Un vento senza nome”, nuovo album di Irene che, a distanza di cinque anni, torna con 11 brani inediti. E’ il ritratto di un’artista più consapevole e più complessa artisticamente.

Il disco nasce da un percorso interiore e musicale intrapreso dopo la realizzazione del progetto assieme a Stefano Bollani e dopo l’incontro artistico con Cristina Donà. Per “Un Vento senza nome” fondamentale è stata la collaborazione con Saverio Lanza, produttore ideale per questo nuovo progetto che ha saputo interpretare al meglio gli spunti musicali di Irene e valorizzarne i testi.

Per la prima volta Irene è autrice del disco, in cui racconta come spesso nella vita nulla avviene per caso. “Per rendersene conto, a volte è necessario allontanarsi da una vita frenetica, affollata da mille impegni -spiega Irene- E’ importante fermarsi a guardare e ci si accorge che le esigenze, i desideri e le aspirazioni cambiano mentre la mente e il cuore cominciano a viaggiare su un’altra lunghezza d’onda. Conseguentemente, anche le persone e le situazioni intorno cambiano e si sintonizzano con noi”.

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