Shakespeare’s Breakdowns – di e con Vitaliano Trevisan e Daniele Roccato in anteprima al Festival La Notte dei Poeti

CeDAC
Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna

XXXVI Festival “La Notte dei Poeti”
Nora – Pula 13>29 LUGLIO 2018

Shakespeare’s Breakdowns” ovvero i “crolli” di Macbeth, Otello, Riccardo III in anteprima nazionale per il XXXVI Festival La Notte dei Poeti organizzato dal CeDAC: DOMANI (sabato 21 luglio) alle 20 al Teatro Romano di Nora lo scrittore Vitaliano Trevisan e il contrabbassista Daniele Roccato interpretano tra parole e note quei momenti cruciali del dramma in cui l’anima dell’eroe (in negativo) fatalmente s’incrina e sopraggiunge l’inatteso.

Un divertissement fra arte e teatro a misura di bambini – sempre DOMANI (sabato 21 luglio) alle 18.30 all’Ex Municipio di Pula con l’esito scenico del “Circo Picasso” – atelier per giovanissimi artisti a cura di Marco Nateri – liberamente ispirato alla figura e alle opere del grande pittore spagnolo e al suo celebre balletto “Parade”.

E per chiudere in bellezza il weekend fra suoni e visioni Teatro Romano di Nora domenica 22 luglio alle 20 va in scena “Memoria di Ragazza” di Annie Ernaux con Daria Deflorian, Monica Demuru e Monica Piseddu… e ancora eventi e spettacoli fino al 29 luglio 2018.

La Notte dei Poeti s’impreziosisce di un nuovo appuntamento: giovedì 9 agosto alle 20 debutta a Nora “Canne al vento” – dal romanzo di Grazia Deledda – con Caterina Murino e la colonna sonora di Franzisku Medda/ Arrogalla. Info: www.lanottedeipoeti.it

COMUNICATO del 20.07.2018

Viaggio nei labirinti della mente e del cuore con “Shakespeare’s Breakdowns” -la partitura “per voce recitante e contrabbasso” firmata e interpretata dallo scrittore Vitaliano Trevisan in duo con il musicista Daniele Roccato – in anteprima nazionale DOMANI (sabato 21 luglio) alle 20 al Teatro Romano di Nora sotto le insegne del XXXVI Festival La Notte dei Poeti organizzato dal CeDAC/ Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna.

Una drammaturgia originale – intessuta di parole e note – per affrontare il fatale “punto di rottura”, l’istante splendido e terribile in cui un’anima va in frantumi e (anti)eroi del calibro di Macbeth, ormai prigioniero di una interminabile spirale di sangue, Otello, il Moro di Venezia, l’uomo forte per antonomasia, guerriero valoroso e abile stratega e Riccardo III – autentico genio del male, temerario seduttore e spregiudicato assassino per seguire la sua sfrenata ambizione – “crollano” in preda ad una “crisi di panico” che mette a nudo improvvisamente tutta la loro fragilità.

Focus su un tema fondamentale nell’opera di Willliam Shakespeare, quella catastrofe che è simbolo di cambiamento, nel preciso momento in cui il personaggio si vede come riflesso in uno specchio, scruta nel fondo del suo animo, si interroga sulle proprie azioni e i propri desideri: vengono meno le solide certezze, la corazza si sfalda ed emerge l’uomo con le sue passioni e le sue debolezze, i suoi impulsi inconfessabili e i segreti timori. In un attimo come un castello di carte frana un’intera esistenza, nulla sembra più avere senso e l’individuo smarrito davanti ad una totale perdita di controllo sperimenta il dolore e non più imperturbabile patisce – come le sue vittime – sotto i colpi del destino.

Vitaliano Trevisan cita T.S. Eliot per dar ragione dell’incommensurabile grandezza e universalità dell’arte di Shakespeare. «Ma non occorre essere Otello» sottolinea «perché impeti di gelosia, di vendetta, di amor proprio offeso, inebrîno al punto di arrivare a concepire la possibilità di un atto estremo che va contro tutti i nostri più fermi principî; né occorre essere Macbeth per provare paura di fronte a orrori solo immaginati». Una folgorazione – la scoperta – poi lo sgomento lasciano come una sospensione, un vuoto, un silenzio. «E le parole di Shakespeare, i suoi crolli, ci sembrano lo strumento ideale per indagare quel silenzio» conclude lo scrittore.

In musica, spiega il contrabbassista Daniele Roccato: «il termine “crollo” rappresenta un irresistibile riferimento ad una delle modalità più creative: il demolire, o il lasciar collassare qualcosa per recuperarne i pezzi e utilizzarli come materiale per nuove costruzioni. Si è costruito sulle macerie della tonalità, sulle macerie della forma e oggi sulle macerie delle avanguardie e del postmodernismo. Siamo come naufraghi su un’isola che rivela le rovine di un’antica e splendida civiltà. Con queste macerie dobbiamo costruire i nostri rifugi.»

«Ah, vil coscienza, come mi tormenti!» protesta Riccardo III al risveglio dopo una notte tormentata da visioni, alla vigilia della battaglia. «Di che cosa ho paura? Di me stesso? Non c’è nessuno qui oltre di me. Perciò di chi ho paura? Riccardo ama Riccardo, io son io. C’è forse un assassino qui? No… Sì, son io! Fuggire, allora? Ma da chi? Da me stesso? Perché dovrei fuggire?» si chiede il re, e confessa: «La mia coscienza in bocca ha mille lingue e ciascuna ha una storia da narrare, e ogni storia mi bolla da furfante. E spergiuro. Spergiuro oltre ogni limite. Assassino; crudele oltre ogni limite…. Mi resta solo la disperazione. Non c’è chi m’ami al mondo, e se muoio, nessuna anima viva avrà pietà di me». Negli incubi appaiono gli spettri delle sue vittime e il sovrano, ormai preda dell’inquietudine, avverte su di sé l’ombra della fine, ma sceglie di non arrendersi e combatte fino all’ultimo respiro – al grido celeberrimo: «Il mio regno per un cavallo!».

Macbeth vive fin dall’inizio la propria deriva malvagia fra dubbi ed esitazioni, la tentazione del potere gli appare come un miraggio ma si lascia ben presto vincere dall’ambizione, spronato della sua inflessibile sposa, che lo guida fino alla stanza del delitto. «Stelle, oscurate il vostro fiammeggiare, che la luce non penetri i segreti dei neri, tenebrosi miei propositi!» sussurra a se stesso mentre medita l’omicidio «L’occhio non veda quel che fa la mano; ma si compia quell’atto che, compiuto, l’occhio avrà orrore pur di riguardare!». La sua mente vacilla dopo il tradimento dell’amicizia: l’assassinio di Banquo, anche se «le cose che son date con il male nel male trovano la loro forza» segna il punto di non ritorno, ma già nella notte infernale dell’uccisione di Duncan la follia si è insinuata nella feroce Lady con l’immagine indelebile del sangue. La morte della regina è l’inizio della fine: Macbeth «sazio d’orrori» si rifugia nelle profezie pur consapevole ormai del destino che lo attende e della vanità del tutto: «La vita è solo un’ombra che cammina».

Otello è forse il più crudele, e il più umano perché “uccide quel che ama”: istigato da Jago che fa insorgere in lui il sospetto ingiusto del tradimento, travolto da un’insensata nonché infondata gelosia , il Moro soffoca Desdemona sul suo stesso letto nuziale, punendola per una colpa mai commessa. Ferito nell’intimo «proprio là dov’ho ammassato il cuore, come un granaio, su cui debbo vivere, se voglio sopportare ancor la vita; la dov’è la sorgente onde il mio fiume deve alimentarsi», il generale provoca con le sue stesse mani la propria rovina». L’alfiere fa leva sulle insicurezze del Moro, sui suoi nascosti timori, per indurlo a credere alla menzogna dell’adulterio con il dubbio espediente del fazzoletto rubato. Incapace di sopportare l’idea di vederla tra le braccia di un altro, Otello distrugge Desdemona e insieme se stesso e nel suo delirio si vede agire come in uno specchio: «io t’uccido, e seguito ad amarti. Mai sì fatale fu tanta dolcezza. Io piango, ma son lacrime crudeli, e celestiale è questo mio dolore: colpisce proprio là dove più ama». Finché svelato l’inganno e scoperta la verità, egli non vede per sé altra via di fuga da quell’orrore se non la morte.

Shakespeare’s Breakdowns” indaga in quelle fratture in cui s’innesta il dubbio, e il personaggio vede sgretolarsi la propria immagine costruita con tanta minuziosa cura da finire con l’identificarsi in quella proiezione di sé, smarrisce il senso della propria identità, in una sensazione quasi corporea in cui mutano il battito e respiro, al ritmo vertiginoso dei pensieri e come cadendo da un precipizio scorre dinanzi agli occhi l’intera vita con la summa degli errori, dei dolori e delle gioie, in una frazione di tempo brevissima, prima di affrontare l’estrema prova, un attimo prima che cali il sipario.

Un divertissement fra arte e teatro a misura di bambini – sempre DOMANI (sabato 21 luglio) alle 18.30 all’Ex Municipio di Pula con l’esito scenico del “Circo Picasso” – atelier per giovanissimi artisti a cura di Marco Nateri – liberamente ispirato alla figura e alle opere del grande pittore spagnolo e al suo celebre balletto “Parade”.

Il weekend fra teatro e musica al Teatro Romano di Nora prosegue domenica 22 luglio alle 20 con “Memoria di Ragazza – una lettura e qualche canzone” dal libro di Annie Ernaux che descrive la sua iniziazione all’eros e alla scrittura, con Daria Deflorian, Monica Demuru e Monica Piseddu… e ancora eventi e spettacoli fino al 29 luglio 2018.

Il festival La Notte dei Poeti si arricchisce di un nuovo appuntamento: giovedì 9 agosto alle 20 debutta in prima nazionale al Teatro Romano di Nora “Canne al vento – paesaggi sonori”, dal romanzo di Grazia Deledda (progetto originale de Il Crogiuolo per il X NurArcheoFestival) con Caterina Murino e le musiche di Franzisku Medda/ Arrogalla.

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Il XXXVI Festival “La Notte dei Poeti” organizzato dal CeDAC / Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna – con il patrocinio e il sostegno del Comune di Pula, della Regione Autonoma della Sardegna e del MiBAC e il contributo della Fondazione di Sardegna proseguirà fino al 29 luglio al Teatro Romano di Nora e all’Ex Municipio di Pula fra spettacoli, concerti e incursioni nel centro storico oltre ai laboratori per i più piccoli (e alla chill out zone di un Garden Circus in riva al mare).

Dopo l’inaugurazione con “Le Relazioni Pericolose – tra matematica e letteratura” di e con Piergiorgio Odifreddi e Irene Ivaldi (venerdì 13 luglio alle 20) e il debutto di “Terra” di Valeria Moretti (sabato 14 luglio alle 20) al Teatro Romano di Nora con Pamela Villoresi sulle note del pianoforte Danilo Rea tra mito e filosofia, (domenica 15 luglio) alle 20 spazio alla danza con “Atlantide” di Mvula Sungani, nell’interpretazione dell’étoile Emanuela Bianchini e dei solisti della Mvula Sungani Physical Dance con le musiche di Mauro Palmas.

Omaggio ai maestri con “Egon – Site Specific”, opera multimediale del danzatore e coreografo Leonardo Diana (per VersiliaDanza) ispirata a Egon Schiele e Gustav Klimt (martedì 17 luglio) alle 21.30 all’Ex Municipio di Pula mentre (da lunedì 16 luglio) proprio nello storico edificio di via Nora ha preso il via “Circo Picasso” – il laboratorio per i giovanissimi a cura del costumista e scenografo Marco Nateri.

Alessandro Preziosi debutta (mercoledì 18 luglio) alle 20 al Teatro Romano di Nora con “Otello: dalla parte di Cassio”, inedita versione della tragedia del Moro di Venezia attraverso lo sguardo di uno dei personaggi chiave, testimone e involontario strumento del male in un dramma della gelosia di triste attualità. Si torna all’Ex Municipio di Pula STASERA (giovedì 19 luglio) alle 21.30 per “Urlando Furiosa – un poema etico” con l’attrice e comica Rita Pelusio sulle (dis)avventure di una moderna paladina tra ironia e poesia.

La “Notte dei Poeti” ospita poi STASERA (venerdì 20 luglio) alle 20 al Teatro Romano di Nora la prima data del tour di “Làntias”, il nuovo progetto musicale della cantante Elena Ledda, straordinaria voce dell’Isola, tra storie d’amore e di guerra sulle rive del Mediterraneo. In anteprima nazionale – DOMANI (sabato 21 luglio) alle 20 a Nora – “Shakespeare’s Breakdowns” dello scrittore Vitaliano Trevisan, in scena con il contrabbassista Daniele Roccato, sui “crolli” di personaggi come Riccardo III e Macbeth. Una (auto)biografia che diventa diario del Novecento per “Memoria di ragazza” di Annie Ernaux con Daria Deflorian, Monica Demuru e Monica Piseddu – domenica 22 luglio alle 20 nell’antico teatro di pietra – tra le inquietudini e i dolori segreti di una giovane donna e la folgorazione della scrittura. E ancora un excursus tra storia e archeologia – il 24 e 25 luglio alle 19 (e non alle 20 come precedentemente annunciato) – alla scoperta delle “Tracce nella città sommersa” di e con Rossella Dassu.

Tra gli appuntamenti da non perdere del XXXVI Festival “La Notte dei Poeti” – la prima nazionale venerdì 27 luglio alle 20 di “Proprietà e Atto” (Title and Deed) di Will Eno con il poliedrico Francesco Mandelli – in prima nazionale a Nora – per un’acuta indagine sulla vita come stato di esilio permanente. Infine tra mito e contemporaneità “La storia di Antigone” nella versione di Ali Smith sabato 28 luglio alle 20 – incantevole favola in musica con Anita Caprioli e Didie Caria, mentre “La morte della Pizia” di Friedrich Dürrenmatt con Daniele Pecci indaga – il 29 luglio alle 20 – in forma di moderna parodia il senso dell’enigma.

Nel centro storico di Pula – giovedì 26 luglio alle 20.30 in piazza di Chiesa – spazio alla danza urbana di Anticorpi XL con “Glitch Project” di e con Francesco Capuano e Nicola Picardi tra stress e utopia, preludio alle “Lettres Sonores” scritte e interpretate al pianoforte da Irma Toudjian e impreziosite dalle immagini della fotografa Daniela Zedda (dall’omonimo libro di Valery Afanassiev) sempre giovedì 26 luglio ma alle 21.30 all’Ex Municipio di Pula – per un ideale dialogo tra musica e arti visive.

Tra nouveau cirque e acroyoga nel Garden Circus a cura di Virginia Viviano (che ospita anche fino a mezzanotte musica e performances del dopofestival) oltre all’atelier per piccoli artisti con il “Circo Picasso” di Marco Nateri. Tra le novità di quest’edizione, i Nottambuli, spettatori appassionati e curiosi che propongono le loro cronache sui social network e su Radio Brada, per raccontare da un punto di vista personale e “privilegiato” le atmosfere nonché gli spettacoli e i concerti del Festival.

Il festival La Notte dei Poeti si arricchisce di un nuovo, imperdibile appuntamento: giovedì 9 agosto alle 20 debutta in prima nazionale al Teatro Romano di Nora “Canne al vento – paesaggi sonori” – dal romanzo di Grazia Deledda (un progetto originale de Il Crogiuolo, nato in occasione della X edizione del NurArcheoFestival, con drammaturgia e regia di Rita Atzeri) – con Caterina Murino e la musiche di Franzisku Medda/ Arrogalla.

Il XXXVI Festival La Notte dei Poeti è organizzato dal CeDAC con il patrocinio e il sostegno del MiBAC / Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e della Regione Sardegna – Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio e Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, e del Comune di Pula – con il contributo della Fondazione di Sardegna e il prezioso apporto di Sardinia Ferries, che ospita gli artisti in viaggio per l’Isola (e ritorno) sulle sue navi.

www.lanottedeipoeti.it