AMBRA ANGIOLINI | LA MISTERIOSA SCOMPARSA DI W

ATTENZIONE CAMBIO DATA

11 luglio ore 20.30 – TEATRO MARIA CARTA DI PULA

Gentili spettatrici e spettatori,

vi informiamo che, per motivi logistici, lo spettacolo “La misteriosa scomparsa di W” di Stefano Benni, con Ambra Angiolini, inizialmente previsto per il 9 luglio, è stato posticipato a sabato 11 luglio alle ore 20.30.

Biglietti

Tutti i biglietti acquistati per la data del 9 luglio saranno automaticamente validi per l’11 luglio, senza necessità di alcuna sostituzione.

Richiesta di rimborso

Coloro che fossero impossibilitati a partecipare nella nuova data potranno richiedere il rimborso entro la fine del Festival (25/07/2026) inviando una e-mail a biglietteria@cedacsardegna.it, allegando:

  • una foto ben leggibile dei biglietti (oppure la mail di conferma dell’acquisto Vivaticket);
  • nome e cognome dell’intestatario del conto;
  • codice IBAN per l’accredito del rimborso.

Servizio navetta per Nora

Nella giornata di sabato 11 luglio, partiranno n. 2 navette: la prima alle ore 17.30, per la partecipazione agli spettacoli “Room with a View” (ore 19.00) e “AE’RAS n. 2” (ore 19.30) la seconda alle ore 18.30 per la partecipazione allo spettacolo “La misteriosa scomparsa di W” (ore 20.30).

Chi aveva già prenotato la navetta per il 9 luglio sarà automaticamente riprenotato per l’11 luglio. Sarà nostra cura contattarvi nei prossimi giorni per ricevere conferma della prenotazione.

Ci scusiamo per il disagio arrecato e vi ringraziamo per la comprensione.

Cordiali saluti,

CEDAC Sardegna

di STEFANO BENNI
con AMBRA ANGIOLINI

Composizioni sonore DARDUST
Light designer MARCO FILIBECK
Scenografia CHIARA MODOLO
Con le creazioni artistiche di CRACKING ART

Regia AMBRA ANGIOLINI
Assistente alla regia Beatrice Cazzaro

Costumi Gentucca Bini

Hair Stylist GSC Extension Academy – Silvana Copes

foto Serena Serrani
produzione Teatro Carcano Milano

Ambra Angiolini mette insieme il suo debutto alla regia proponendo un lavoro che definisce reale e fortemente contemporaneo per esigenze “umane”, in una forma teatrale che in questi anni l’ha nobilitata e fatta maturare nella qualità delle sue scelte artistiche. Un “soliloquio di gruppo”, lo definisce la Angiolini, tragicomico, buffo e amaro, luminoso e cupo, nel gigantesco ossimoro che è la vita di tutti. Ambra scannerizza con il virtuosismo letterario di Benni, anche i resti del suo passato da ricomporre, per
ritrovare quel che le manca, per riconquistare il suo pezzo V di W. “W” tornerà ad essere una donna nuovamente intera, meravigliosamente non conforme, solida nelle crepe di fragilità, che avrà ricostruito davanti a tutti il suo corpo e la sua umanità, in un mondo apparentemente troppo cinico e senza più
umane ambizioni.

Note di regia
W una mattina si sveglia e non è più “a posto”, molte cose non tornano nel suo sentire. Tutte le promesse che le erano state fatte da piccola non sono state mantenute e i rapporti, per lo più disumani, hanno rotto tutto quello che era intero. Ai suoi piedi, in una piscina di macerie, pezzi di plastica, gli scarti di materiale velenoso di cui il mondo ormai si nutre. W apre gli occhi e si guarda intorno. Esce dal suo coniglio che ora è tanto grande da contenerla tutta, imprigionata più che protetta da un bisogno di infanzia perenne, per sentire meno il male che fa lo stare al mondo come ci stanno tutti gli altri.
Il corpo di W è postbellico fuori dal suo “coniglio”, esploso in mille pezzi: W li cercherà uno ad uno. Scoprirà che nessuno dei suoi pezzi ha la forma o la grandezza di prima e che quindi lo sforzo non sarà solo quello di cercarli, ma capire come rimetterli comunque e nonostante tutto al loro posto: “Sono solo una povera donna con tutti i suoi pezzi… tutti i suoi pezzi… a posto! Bastardi…”. W incarna tutte quelle persone che non vogliono morire ma non sanno come si fa a vivere in questa vita.
Uno spettacolo esperienziale: nessuno verrà soltanto per sedersi e guardare. Gli spettatori porteranno quel che provano, sentono, e Ambra-W cercherà, nella sua espressione artistica più anticonformista, di far vivere tutta questa umanità che fuori dal circuito teatrale non è facilmente applicabile alla vita.
Per chi accetterà l’invito sarà, per un’ora e quindici, autorizzato a essere ancora l’invenzione migliore sul pianeta. Una serata biologica, dove l’artificiale non esiste, dove tornare ad essere “noi” è l’unico artificio.
Per permettere a tutto quello che vivrà sul palco di avere sempre qualcosa da dire, abbiamo chiesto alla Cracking Art di abitare lo spazio di W. Vogliamo ricreare un luogo dove le intenzioni nel fare arte convergono per sostenere e rafforzare i concetti che le parole, il corpo e la voce di Ambra proveranno a far arrivare giù dal palco. Cracking Art è un movimento fondato nel 1993 da Alex Angi, Renzo Nucara,
Sweetlove, Marco Veronese e Kicco. “Cracking” come la chiamata alla reazione chimica che trasforma il petrolio grezzo in plastica: per gli artisti è questo il momento in cui il naturale permuta in artificiale. La plastica ha in sé le radici di una storia che dura da millenni, un brano culturale in cui la natura umana mostra una resa consapevole dell’inevitabilità del fatto che il nostro mondo stia diventando sempre
più artificiale. Rigenerare la plastica significa sottrarla alla distruzione tossica e devastante per l’ambiente donandole nuova vita; farne opere d’arte significa comunicare attraverso un linguaggio estetico innovativo, esprimendo una particolare sensibilità nei confronti della natura.
E ancora… che suono ha un corpo quando viene “rotto”? E quando si “ricompone”? Da questa domanda è partita Ambra Angiolini alla ricerca di Dardust come compagno di suoni emotivi potentissimi e spesso non conformi. Dardust è il visionario che fonde la profondità della musica classica con la forza pulsante dell’elettronica contemporanea. Pianista, compositore e produttore tra i più innovativi della scena europea, ha ridefinito il concetto di musica strumentale portandola fuori dai confini tradizionali. Dietro il suo alias si cela Dario Faini, autore affermato per artisti del calibro di Mahmood, Elisa e Blanco, ma è con il progetto Dardust che la sua anima artistica esplode in tutta la sua originalità. Le ultime novità
lo vedono protagonista di una nuova fase artistica: tra collaborazioni internazionali e un nuovo tour europeo, Dardust si conferma una presenza imprescindibile per chi cerca un concerto che non sia solo da ascoltare, ma da vivere sulla pelle. In perfetta armonia con questo Collettivo di Emoteatranti, nuovi e meno nuovi, dove tutto sarà biologico. Spegnete i telefoni cellulari: l’applicazione migliore l’avete già dentro di voi.


With this production, Ambra Angiolini makes her directorial debut, presenting a work she describes as deeply real and unmistakably contemporary in its human urgency. It takes the form of a theatrical experience that, over the years, has enriched and shaped her artistic maturity and the quality of her creative choices. Angiolini calls it a “collective soliloquy”: tragicomic, humorous and bitter, luminous and dark, embodying the vast oxymoron that is life itself. Through Stefano Benni’s virtuosic literary language, Ambra also explores the fragments of her own past, attempting to reassemble them in order to recover what is missing and reclaim her missing piece of the letter W. “W” will once again become a whole woman—wonderfully unconventional, strong within her fractures and vulnerabilities—having reconstructed her body and humanity before the audience, in a world that often seems too cynical and devoid of human aspirations.

Director’s Note

One morning, W wakes up and realizes that something is no longer right. Much of what she feels no longer makes sense. The promises made to her as a child have not been kept, and relationships—largely dehumanized—have shattered everything that was once whole. At her feet lies a pool of rubble: plastic fragments, toxic waste, the discarded materials on which the modern world now feeds. W opens her eyes and looks around. She emerges from her rabbit, now large enough to contain her completely, imprisoned rather than protected by a longing for perpetual childhood—a refuge from the pain of existing in the world as everyone else does. Outside her rabbit, W’s body is post-war terrain, exploded into a thousand pieces. She will search for them one by one. She will discover that none of those pieces retains its original shape or size, and that her challenge is not merely to find them, but to understand how to put them back together despite everything. “I’m just a poor woman with all her pieces… all her pieces… in place! Bastards…”. W embodies all those people who do not want to die, yet have no idea how to live this life. This is an experiential performance: no one comes merely to sit and watch. Spectators bring with them their feelings, emotions, and experiences, while Ambra-W, through her most unconventional artistic expression, attempts to give life to a shared humanity that rarely finds space outside the theatrical sphere. For those willing to accept the invitation, for one hour and fifteen minutes they will be authorized to be, once again, humanity’s finest invention. A biological evening, where the artificial does not exist, where becoming “ourselves” again is the only artifice. To ensure that everything living on stage always has something to say, we invited Cracking Art to inhabit W’s space. Our goal is to create an environment where different artistic intentions converge, reinforcing the ideas that Ambra’s words, body, and voice seek to communicate from the stage. Cracking Art is an artistic movement founded in 1993 by Alex Angi, Renzo Nucara, Sweetlove, Marco Veronese, and Kicco. The term “cracking” refers to the chemical process that transforms crude oil into plastic. For the artists, this is the moment when the natural becomes artificial.

Plastic carries within it the roots of a story thousands of years old, a cultural fragment in which human nature consciously acknowledges the inevitability of an increasingly artificial world. Regenerating plastic means rescuing it from environmentally destructive disposal and giving it new life. Transforming it into art means communicating through an innovative aesthetic language while expressing a particular sensitivity toward nature. And one more question: what sound does a body make when it breaks? And when it puts itself back together? This question led Ambra Angiolini to seek out Dardust as a companion in creating powerful, emotionally charged, and often unconventional soundscapes. Dardust is a visionary artist who fuses the depth of classical music with the pulsating energy of contemporary electronics. A pianist, composer, and producer among the most innovative figures on the European music scene, he has redefined instrumental music by taking it beyond its traditional boundaries. Behind the Dardust alias stands Dario Faini, an acclaimed songwriter for artists such as Mahmood, Elisa, and Blanco. Yet it is through the Dardust project that his artistic identity fully reveals its originality. His latest work marks a new creative phase: through international collaborations and a new European tour, Dardust continues to establish himself as an essential presence for anyone seeking a performance that is not merely heard, but experienced viscerally. In perfect harmony with this collective of emotional performers—both new and familiar—everything will remain organic. Turn off your mobile phones: the best application is already inside you.