Antigone e i suoi fratelli

19 luglio ore 20 – Area archeologica di Nora

da Sofocle

adattamento e regia Gabriele Vacis

con (in ordine alfabetico) Davide Antenucci, Andrea Caiazzo, Lucia Corna, Pietro Maccabei, Lucia
Raffaella Mariani, Eva Meskhi, Erica Nava, Enrica Rebaudo, Edoardo Roti, Letizia Russo, Daniel

Santantonio, Lorenzo Tombesi, Gabriele Valchera, Giacomo Zandonà

scenofonia e ambienti Roberto Tarasco

produzione a.ArtistiAssociati, in collaborazione con Ass. cult. PoEM

distribuzione Nidodiragno Produzioni

Antigone e i suoi fratelli mette in scena uno dei personaggi femminili più importanti della storia del teatro
attraverso due tragedie: Fenicie di Euripide e Antigone di Sofocle, perché conoscendo gli antefatti è
possibile comprendere meglio le scelte di Antigone.
Poi ci sono le risposte degli attori ad alcune domande che il testo ci ha posto:
Quando avete cambiato idea?
Avete qualcosa per cui vale la pena vivere?
Avete qualcosa per cui vale la pena morire?
Quando avete compiuto azioni eccessive?
Quando avete avuto paura per qualcuno?
Quando è stato troppo tardi?
Quando sei stata/stato Eteocle e quando Polinice?
Quando sei stata/stato Antigone e quando Ismene?
Antigone nel corso dei secoli, dei millenni, è stata il simbolo della rivoluzione ma anche della
conservazione più oscurantista. Negli ultimi anni, per esempio, era di moda prendere le parti di Creonte:
Antigone potrebbe essere la sorella di un capomafia che pretende funerali con fuochi d’artificio per il
fratello assassinato e Creonte il giudice che nega l’autorizzazione. All’epoca dei tragici, nel quinto secolo
avanti Cristo, in Grecia, stavano inventando la democrazia. Ed Antigone potrebbe essere l’erede di
un’aristocrazia che difende antichi privilegi di fronte al nuovo che avanza. È comprensibile che gli anni
appena passati chiedessero legalità dopo decenni di leggi “ad personam”, che facessero il tifo per la ragion
di Stato, che è Creonte. Per contro, quando io avevo l’età dei ragazzi che sono in scena nello spettacolo,
ribellarsi era giusto! Com’era giusto per i genitori della mia generazione, che andavano in montagna a fare
i partigiani quand’erano ancora adolescenti.
Sono questo i classici, comprendono la cosa e il suo contrario, contengono i paradossi, sono specchi che
riflettono gli sguardi di un’epoca.
Note di regia di Gabriele Vacis
Una importante esperienza per la giovane compagnia Poem (Potenziali Evocati Multimediali), diretta da
Gabriele Vacis, che si unisce a quelle, non meno preziose, di Prometeo e Sette a Tebe.
Potenziali Evocati Multimediali è una impresa sociale nata a dicembre 2021 da una classe della Scuola
per Attori del Teatro Stabile di Torino a cui si sono uniti Roberto Tarasco e Gabriele Vacis.
Tramite spettacoli, laboratori, seminari e performance, PoEM diffonde la formazione teatrale, favorisce
l’inclusione sociale, e promuove il teatro oltre lo spettacolo, nella convinzione che le pratiche teatrali non
siano soltanto un esercizio finalizzato alla restituzione scenica; possono anzi favorire l’interazione fra
individui, poiché si fondano sulla consapevolezza di sé, degli altri, del tempo e dello spazio.

19th July, 8.00 pm

[Antigone and Her Brothers]
inspired by Sophocles’ tragedy
featuring the actresses and actors of PoEM impresa sociale
Direction Gabriele Vacis
Scenic sound Roberto Tarasco
Choruses curated by Enrica Rebaudo
Production a.ArtistiAssociati

A powerful journey between myth and modernity: Antigone comes back to life through the words of Sophocles and Euripides, navigating universal questions, family conflict and radical choices. A thought-provoking show that confronts the present. Directed by Gabriele Vacis and performed by the young theatre company PoEM.