Daniele Pecci legge “La morte della Pizia” al XXXVI Festival La Notte dei Poeti

CeDAC
Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna

XXXVI Festival “La Notte dei Poeti”
Nora – Pula 13>29 LUGLIO 2018

Daniele Pecci porta in scena domenica 29 luglio alle 20 al Teatro Romano di Nora “La morte della Pizia” di Friedrich Dürrenmatt per il XXXVI Festival La Notte dei Poeti organizzato dal CeDAC: sulle note del violoncello di Chiara Di Benedetto l’attore interpreta una dissacrante parodia del mito in cui il drammaturgo e scrittore mostra l’ambiguità degli oracoli mentre il dramma di Edipo si riduce ad una serie di sfortunate coincidenze, ma resta centrale il senso dell’enigma.

Francesco Mandelli (volto noto del grande e del piccolo schermo, da MTV alla decima musa) debutta invece in prima nazionale STASERA (venerdì 27 luglio) alle 20 al Teatro Romano di Nora in “Proprietà e Atto” (Title and Deed) di Will Eno con la regia di Leonardo Lidi, per un folgorante monologo sul nostro essere “senza dimora” nel mondo.

Tra attualità e mito rivive – DOMANI (sabato 28 luglio) alle 20 al Teatro Romano di Nora “La storia di Antigone” nella versione di Ali Smith: una “Favola in musica per cornacchie, cani selvatici, maledizioni, tiranni, sepolcri & fanciulle in fiore” raccontata da Anita Caprioli e cantata da Didie Caria con regia e scenofonia di Roberto Tarasco.

.Per chiudere in bellezza la XXXVI edizione del Festival La Notte dei Poeti giovedì 9 agosto alle 20 a Nora il debutto in prima nazionale di “Canne al vento” (nuova produzione de Il Crogiuolo, pensata per il NurArcheoFestival) dal romanzo di Grazia Deledda con Caterina Murino e le musiche di Francesco Medda – Arrogalla. Info: www.lanottedeipoeti.it

COMUNICATO del 27.07.2018 – N.2

Un divertissement letterario sul senso dell’enigma: “La morte della Pizia” di Friedrich Dürrenmatt in cartellone domenica 29 luglio alle 20 al Teatro Romano di Nora nella versione di Daniele Pecci sulla colonna sonora affidata al violoncello di Chiara Di Benedetto propone una rilettura “laica” e dissacrante degli antichi oracoli sotto le insegne del XXXVI Festival La Notte dei Poeti organizzato dal CeDAC.

Il drammaturgo e scrittore svizzero indaga sul valore delle profezie e sulla loro influenza nel destino degli uomini attraverso le parole dell’ultima sacerdotessa di Apollo, Pannychis XI, la quale infastidita dalla credulità dei suoi contemporanei proponeva loro vaticini improbabili come l’annuncio, dato ad un giovane claudicante che l’interrogava sulla propria nascita e sulle proprie origini, che egli avrebbe ucciso il suo stesso padre e sposato la madre.

Quelle parole fatidiche indussero Edipo a fuggire da Corinto, per poi imbattersi ad un crocicchio in Laio con il quale ebbe una lite sfociata in un duello mortale, in cui il giovane uccise, ignorandone l’identità, il genitore che l’aveva fatto esporre neonato e con i piedi legati in balia delle bestie feroci. Infine giunto a Tebe e sconfitta la Sfinge ne divenne re con l’obbligo di sposare la regina vedova – che in realtà era sua madre, da cui ebbe poi dei figli.

Una falsa profezia, pronunciata con l’intento di prendersi gioco di quel ragazzo che poneva domande difficili – come si può pretendere di conoscere la verità su chi ci ha messo al mondo, se sovente sfugge agli stessi interessati, specialmente «nei circoli aristocratici, dove, senza scherzi, donne maritate davano a intendere ai loro consorti, i quali peraltro finivano per crederci, come qualmente Zeus in persona si fosse giaciuto con loro» – diventa la causa scatenante di una tragedia. Non si può sfuggire alla propria sorte – e il figlio di Laio aveva già inscritto nel suo futuro il parricidio prima ancora di venire alla luce, tanto che fu quel timore ad indurre il re a liberarsi del suo unico erede e potenziale assassino frutto di una note di ebbrezza. Un oracolo indusse Laio ad allontanare il bimbo, condannandolo a morte (quasi) certa ma quel fanciullo, salvato e allevato tra altre amorevoli braccia regali in un’altra città non sarebbe comunque riuscito a sottrarsi a quell’appuntamento fatale.

Un gioco perverso – un capriccio degli dèi o forse del caso – fece sì che quell’antico oracolo portasse inevitabilmente alla più amara delle conclusioni e tutto il ciò che il Dio attraverso le sue sacerdotesse aveva preannunciato accadesse puntualmente con conseguenze immaginabili: il baldanzoso Edipo, non meno arrogante e ardito del padre, trovandoselo davanti non poté sottrarsi alla sfida né quello avrebbe potuto rinunciare ai privilegi del suo rango. Così – per una banale questione di precedenze scorse il sangue, il più anziano rimase a terra e il giovane proseguì il suo viaggio verso la propria personale catastrofe: sciolse l’enigma della Sfinge e liberò la città dall’infausta presenza della mostruosa divoratrice di uomini, quindi da eroe salvatore diventò sovrano della sua nuova patria. Ma una micidiale pestilenza colpì Tebe e la causa – secondo l’indovino Tiresia – risiedeva in una colpa: Edipo impose che venisse rivelata la verità ma questa indicava lui stesso come responsabile dell’ “infezione” e fu ancora lui con la consueta irruenza a decidere la propria pena dopo che la regina, intuita dapprima e poi compresa la ragione del male, si era tolta la vita.

Nel suo racconto Dürrenmatt descrive gli istanti cruciali prima de “La morte della Pizia” quando la vecchia Pannychis XI viene visitata dai fantasmi delle sue (involontarie) vittime: visioni inquietanti mettono la sacerdotessa davanti alla responsabilità di quelle profezie elargite con tanta leggerezza e un pizzico di malizia, per farsi beffe dell’ingenuità altrui e della cieca fiducia che uomini e donne riponevano in quegli ambigui oracoli. La Pizia deve fare i conti con gli spiriti che la raggiungono nella sua umile e umida grotta per narrarle la propria versione dei fatti, in una girandola di dubbi e contraddizioni, in cui è arduo distinguere tra fantasia e realtà.

Il vero dramma – il significato della tragedia – sta proprio nell’incomprensibile e imperscrutabile volontà del fato, da cui discendono la felicità, e l’infelicità: nel suo ruolo di profetessa, la Pizia tiene tra le dita i fili, conosce le verità nascoste, è l’unica che potrebbe forse districare quel «nodo immane di accadimenti inverosimili che danno luogo, nelle loro intricatissime connessioni, alle coincidenze più scellerate, mentre noi mortali che ci troviamo nel mezzo di un simile tremendo scompiglio brancoliamo disperatamente nel buio». Il racconto di Friedrich Dürrenmatt suggerisce un’analisi lucida e puntuale della sequenza degli avvenimenti e dei rapporti di causa ed ed effetto, ma pur nella sua irriverente e arguta provocazione l’autore non mira a cancellare, ma semmai quasi ad esaltare l’imperitura essenza dell’unico vero sovrano di Delfi: l’enigma.

ALTRI APPUNTAMENTI

Tra attualità e mito rivive – DOMANI (sabato 28 luglio) alle 20 al Teatro Romano di Nora “La storia di Antigone” nella versione di Ali Smith: una “Favola in musica per cornacchie, cani selvatici, maledizioni, tiranni, sepolcri & fanciulle in fiore” raccontata da Anita Caprioli e cantata da Didie Caria con regia e scenofonia di Roberto Tarasco.

PROSSIMI APPUNTAMENTI

Il XXXVI Festival La Notte dei Poeti firmato CeDAC si conclude giovedì 9 agosto alle 20 con il debutto in prima nazionale di “Canne al vento” (nuova produzione de Il Crogiuolo, pensata per il X NurArcheoFestival) dal romanzo di Grazia Deledda con Caterina Murino e le musiche di Francesco Medda – Arrogalla.

Info: www.lanottedeipoeti.it

*** il FESTIVAL

Il XXXVI Festival “La Notte dei Poeti” organizzato dal CeDAC / Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna – con il patrocinio e il sostegno del Comune di Pula, della Regione Autonoma della Sardegna e del MiBAC e il contributo della Fondazione di Sardegna proseguirà fino al 29 luglio al Teatro Romano di Nora e all’Ex Municipio di Pula fra spettacoli, concerti e incursioni nel centro storico oltre ai laboratori per i più piccoli (e alla chill out zone di un Garden Circus in riva al mare).

Dopo l’inaugurazione con “Le Relazioni Pericolose – tra matematica e letteratura” di e con Piergiorgio Odifreddi e Irene Ivaldi (venerdì 13 luglio alle 20) e il debutto di “Terra” di Valeria Moretti (sabato 14 luglio alle 20) al Teatro Romano di Nora con Pamela Villoresi sulle note del pianoforte Danilo Rea tra mito e filosofia, (domenica 15 luglio) alle 20 spazio alla danza con “Atlantide” di Mvula Sungani, nell’interpretazione dell’étoile Emanuela Bianchini e dei solisti della Mvula Sungani Physical Dance con le musiche di Mauro Palmas.

Omaggio ai maestri con “Egon – Site Specific”, opera multimediale del danzatore e coreografo Leonardo Diana (per VersiliaDanza) ispirata a Egon Schiele e Gustav Klimt martedì 17 luglio alle 21.30 all’Ex Municipio di Pula mentre proprio nello storico edificio di via Nora si è svolto “Circo Picasso” – il laboratorio per i giovanissimi a cura del costumista e scenografo Marco Nateri – che si si è concluso sabato 21 luglio alle 18.30 con uno spettacolare con esito scenico ispirato all’arte del grande maestro spagnolo.

Alessandro Preziosi ha debuttato debutta mercoledì 18 luglio alle 20 al Teatro Romano di Nora con “Otello: dalla parte di Cassio”, inedita versione della tragedia del Moro di Venezia attraverso lo sguardo di uno dei personaggi chiave, testimone e involontario strumento del male in un dramma della gelosia di triste attualità. Surreale e coinvolgente all’Ex Municipio di Pula giovedì 19 luglio alle 21.30 “Urlando Furiosa – un poema etico” con l’attrice e comica Rita Pelusio sulle (dis)avventure di una moderna paladina tra ironia e poesia.

La “Notte dei Poeti” ospita poi un intenso weekend tra poesia e musica al Teatro Romano di Nora: dopo il successo venerdì 20 luglio alle 20 di “Làntias”, il concerto-spettacolo della cantante Elena Ledda, straordinaria voce dell’Isola, sulla falsariga dell’omonimo album (S’ArdMusic) tra storie d’amore e di guerra sulle rive del Mediterraneo, viaggio nei labirinti della mente e del cuore sabato 21 luglio alle 20 a Nora con l’anteprima nazionale di “Shakespeare’s Breakdowns” dello scrittore Vitaliano Trevisan, in scena con il contrabbassista Daniele Roccato, sui “crolli” di personaggi come Riccardo III e Macbeth.

Una (auto)biografia che diventa diario del Novecento per “Memoria di ragazza” di Annie Ernaux con Daria Deflorian, Monica Demuru e Monica Piseddu – in cartellone domenica 22 luglio alle 20 nell’antico teatro di pietra – tra le inquietudini e i dolori segreti di una giovane donna e la folgorazione della scrittura. E ancora un excursus tra storia e archeologia – il 24 e 25 luglio alle 19 (e non alle 20 come precedentemente annunciato) – alla scoperta delle “Tracce nella città sommersa” di e con Rossella Dassu.

Nel centro storico di Pula – (giovedì 26 luglio) alle 20.30 in piazza di Chiesa – spazio alla danza urbana di Anticorpi XL con “Glitch Project” di e con Francesco Capuano e Nicola Picardi tra stress e utopia, preludio alle “Lettres Sonores” scritte e interpretate al pianoforte da Irma Toudjian e impreziosite dalle immagini della fotografa Daniela Zedda (dall’omonimo libro di Valery Afanassiev) sempre (giovedì 26 luglio) ma alle 21.30 all’Ex Municipio di Pula – per un ideale dialogo tra musica e arti visive.

Tra gli appuntamenti da non perdere del XXXVI Festival “La Notte dei Poeti” – la prima nazionale STASERA (venerdì 27 luglio) alle 20 di “Proprietà e Atto” (Title and Deed) di Will Eno con il poliedrico Francesco Mandelli – per un’acuta indagine sulla vita come stato di esilio permanente. Infine tra mito e contemporaneità “La storia di Antigone” nella versione di Ali Smith – DOMANI (sabato 28 luglio) alle 20 – incantevole favola in musica con Anita Caprioli e Didie Caria, mentre “La morte della Pizia” di Friedrich Dürrenmatt con Daniele Pecci indaga – domenica 29 luglio alle 20 – in forma di moderna parodia il senso dell’enigma.

Il festival La Notte dei Poeti si arricchisce di un nuovo, interessante appuntamento: giovedì 9 agosto alle 20 debutta in prima nazionale al Teatro Romano di Nora “Canne al vento – paesaggi sonori” – dal romanzo di Grazia Deledda (un progetto originale de Il Crogiuolo, nato in occasione della X edizione del NurArcheoFestival, con drammaturgia e regia di Rita Atzeri) – con Caterina Murino e la musiche di Franzisku Medda/ Arrogalla.

Tra nouveau cirque e acroyoga nel Garden Circus a cura di Virginia Viviano (che ospita anche fino a mezzanotte musica e performances del dopofestival) oltre all’atelier per piccoli artisti con il “Circo Picasso” di Marco Nateri. Tra le novità di quest’edizione, i Nottambuli, spettatori appassionati e curiosi che propongono le loro cronache sui social network e su Radio Brada, per raccontare da un punto di vista personale e “privilegiato” le atmosfere nonché gli spettacoli e i concerti del Festival.

Il XXXVI Festival La Notte dei Poeti è organizzato dal CeDAC con il patrocinio e il sostegno del MiBAC / Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e della Regione Sardegna – Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio e Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, e del Comune di Pula – con il contributo della Fondazione di Sardegna e il prezioso apporto di Sardinia Ferries, che ospita gli artisti in viaggio per l’Isola (e ritorno) sulle sue navi. Info: www.lanottedeipoeti.it